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Alimentari, in vigore la nuova normativa Ue sulle etichette

Alimentari, in vigore la nuova normativa Ue sulle etichetteA partire dal 13 dicembre 2014, "i cittadini europei vedranno i risultati di anni di lavoro per migliorare le regole di etichettatura delle derrate alimentari". 
Lo ha dichiarato il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, commentando l'entrata in vigore della nuova normativa sull'etichettatura, dopo un periodo di transizione di tre anni, per permettere all'industria agroalimentare di adeguarsi. Con la nuova normativa, spiega il commissario, "le informazioni chiave sulla composizione del prodotto acquistato appariranno in modo più leggibile sulle etichette e questo permetterà ai consumatori di fare delle scelte consapevoli al momento dell'acquisto di un alimento". Inoltre, "le nuove regole porranno il consumatore in primo piano, forniranno delle informazioni più chiare ai cittadini, in una maniera che è gestibile per le imprese". 

Come spiega Coldiretti, le indicazioni obbligatorie “devono essere scritte in etichetta con una dimensione minima di almeno 1,2 mm (o 0,9 nel caso di confezioni piccole) per rendere più agevole la lettura da una parte di una popolazione in progressivo invecchiamento. La data di scadenza deve essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna. La nuova etichetta inoltre viene in soccorso anche dei circa 2,5 milioni di italiani che soffrono di allergie alimentari imponendo l'obbligo di indicare le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze (come derivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano, crostacei, anidride solforosa, latticini contenenti lattosio) con maggiore evidenza rispetto alle altre informazioni, ad esempio sottolineandole o mettendole in grassetto nella lista degli ingredienti. Anche i ristoranti e le attività di somministrazione di alimenti e bevande”, precisa Coldiretti, “devono comunicare gli allergeni, tramite adeguati supporti (menù, cartello, lavagna o registro), ben visibili all'avventore”. 

Una tutela è garantita anche per i bambini e le donne in gravidanza e in allattamento con la previsione di avvertenze particolari per determinati alimenti contenenti caffeina, per esempio i cosiddetti energy drink. 
Non è più possibile la definizione generica di "oli vegetali" o "grassi vegetali", l'utilizzo di olio grassi tropicali a basso costo (come olio di palma, di cocco o di cotone, che hanno un impatto sulla salute) perché, sottolinea la Coldiretti, bisogna specificare quale tipo di olio o di grasso è stato utilizzato. Inoltre, se gli oli o i grassi sono stati idrogenati sarà obbligatorio indicare "totalmente o parzialmente idrogenato", a seconda dei casi. 
Devono anche essere indicati con accuratezza, continua la Coldiretti, i trattamenti subiti dal prodotto o anche dall'ingrediente e non è possibile usare il termine "latte", se si usa latte in polvere o proteine del latte. 

Per le preparazioni di carne e pesce congelato non lavorato occorre indicare la data di congelamento, mentre nel caso di alimenti che sono stati congelati prima della vendita e sono venduti decongelati, la denominazione dell'alimento è accompagnata dalla designazione "decongelato". 
Per tutelare il consumatore da indicazioni ingannevoli, quando si sostituisce un ingrediente normalmente utilizzato in un particolare prodotto con un altro ingrediente, come ad esempio i sostituti del formaggio, l'ingrediente impiegato va specificato accanto al nome del prodotto, utilizzando per la stessa caratteri adeguati (pari almeno al 75% a quelli utilizzati per il nome del prodotto).
 
Tra le informazioni obbligatorie, oltre al nome deve esserci l'indirizzo del responsabile dell'alimento, ossia l'operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto. Tale indicazione, continua la Coldiretti, non va confusa con quelle dello stabilimento di produzione, obbligatoria per la norma nazionale ma che ora diventa facoltativa, apponibile con l'unica accortezza di non ingenerare confusione nel consumatore stesso rispetto all'indicazione obbligatoria del nome e dell'indirizzo del soggetto responsabile dell'etichettatura. 

In virtù di una norma collegata infine, dal prossimo aprile dovranno essere indicate in etichetta luogo di allevamento e di macellazione di carni suine e ovi-caprine, come avviene da anni per le carni bovine dopo l'emergenza mucca pazza.

Fonte: Italia Oggi

 

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